Benessere in
movimento

Valeria
Maffei

Moshé
Feldenkrais

6/07/2016

Pensare il movimento con il Metodo Feldenkrais®

Le persone spesso vengono nel mio studio per “guarireda un dolore fisico come un generico mal di schiena, o per “riparare” il danno o il trauma conseguente a un incidente, una caduta o una malattia neurologica. Tuttavia, in qualità di insegnante Feldenkrais il mio compito non è quello di “curare la malattia” quanto quello di “avere cura” della persona e far sì che possa imparare a prendersi cura di sé

Per comprendere il Metodo Feldenkrais® e i suoi benefici, però, non si può prescindere dal funzionamento del Sistema Nervoso. Il sistema nervoso permette all'organismo di ricevere e trasmettere stimoli dal mondo esterno coordinando le informazioni fra loro. Dai sensi, dalla pelle, dai visceri, dall'ambiente esterno arrivano stimoli al cervello attraverso le vie nervose, la più importante delle quali è la via somato-cinestesica. Il metodo Feldenkrais® insegna a percepire il corpo arrivando a scoprire nuovi modi di muoversi e, attraverso un processo di apprendimento senso-motorio, gradatamente è possibile abbandonare le vecchie e dannose abitudini e consolidare quelle nuove per migliorare ciò che noi vogliamo migliorare, come il nostro modo camminare, suonare uno strumento musicale, perfezionare un gesto atletico, o semplicemente stare meglio nel nostro vivere quotidiano.

Moshe Feldenkrais nel suo libro ‘‘Il caso di Nora” scrive: Nora voleva o si aspettava la guarigione, non un semplice miglioramento. Il "miglioramento" si ottiene poco a poco, e non ha limite. La "guarigione" è un ritorno allo stato di attività di cui si godeva prima del trauma, anche se non era eccellente, e nemmeno buono. [...] Sono due sensazioni del tutto diverse: l'una è sensazione atavica; l'altra è conoscenza appresa, che dà la libertà di scelta.

Perché è importante sentire come agiamo?

Il dolore fisico è spesso indice di conflitti muscolari e questi vengono espressi attraverso la sofferenza e la malattia.

Il metodo Feldenkrais® ci guida all’ascolto del movimento. Riconoscendo quali schemi motori mettiamo in atto, possiamo scoprire come interferiamo per abitudine e inconsapevolmente in un gesto o un’azione ed eliminare quelle contrazioni conflittuali che generano sforzo e dolore, trasformando ogni nostro agire da difficile a facile e piacevole.

Non solo: attraverso la presa di coscienza del nostro modo di muoverci possiamo riconoscere il nostro modo di pensare, possiamo accedere alle nostre emozioni, sensazioni o pensieri che agevolano o interferiscono con il nostro desiderio, qualunque esso sia. Non si tratta solo di semplice coordinazione ma di qualcosa di più profondo e sottile. Come mettiamo in atto resistenze inconsapevoli nei processi mentali, altrettanto agiamo a livello muscolare con azioni conflittuali, generate per lo più dalla nostra storia personale, che rendono il movimento difficile e faticoso fino a provocare dolore. E’ la consapevolezza di come facciamo ciò che facciamo che ci dà la libertà di scelta.

Inoltre la nostra storia personale ha formato l’immagine che abbiamo di noi stessi per cui noi ci muoviamo secondo tale l’immagine.

“Il corpo è il deposito di eventi traumatici avvenuti nell’infanzia e ne mantiene la memoria, e questi eventi continuano a provocare sofferenze in età adulta” (Boadella e Liss).

Dando voce a tutto ciò che emerge durante le lezioni di “Consapevolezza Attraverso il Movimento”, possiamo ridisegnare tale immagine, integrando pensiero, emozioni, sensazioni e movimento.

Possiamo raggiungere una maggior chiarezza di pensiero e migliorare la qualità della nostra vita sentendo come ci muoviamo. Moshe Feldenkrais sosteneva: "Quello che cerco non è un corpo flessibile ma una mente flessibile"

Il corpo è soprattutto sede e strumento di manifestazioni emozionali: il corpo parla e noi parliamo con il corpo. Nonostante sia ormai diffuso il concetto di unità tra mente e corpo, quest’ultimo è ancora spesso vissuto come un insieme di muscoli e ossa il cui buon funzionamento è delegato alla sua meccanicità e la sua guarigione alla medicina.

Ogni nostro pensiero è nel corpo.

Secondo Moshe Feldenkrais il pensiero è azione. Ogni attività mentale, comprensiva di emozioni e sensazioni, si manifesta attraverso l’azione muscolare. Nel suo libro “L’io potente” ha esaminato i meccanismi emotivi sottostanti al modo con il quale noi ci muoviamo, affermando che tutto ciò che sentiamo e pensiamo si manifesta attraverso i muscoli. Egli ha approfondito il nesso indissolubile tra corpo e mente sottolineando l’unicità dell’essere umano nella sua capacità di apprendere, facoltà che permane per tutta la vita. Ed è tale capacità che viene risvegliata durante le lezioni sia di gruppo che individuali: imparare ad imparare.

Con il suo metodo, a partire dal movimento consapevole, è riuscito a creare un percorso di apprendimento che permette alle persone di recuperare un profondo contatto con il proprio sé, sentire ciò che è adeguato e funzionale e cambiare ciò che non lo è.

Pensare il movimento può migliorare la qualità della nostro essere al mondo.

© Valeria Maffei

Insegnante e Assistente Trainer Metodo Feldenkrais®

Bibliografia

Libri di Moshe Feldenkrais:

  • Il corpo e il comportamento maturo, Astrolabio, Roma 1996.
  • Conoscersi attraverso il movimento, Celuc Libri, Milano 1978.
  • Il caso di Nora, Astrolabio, Roma 1996.
  • Le basi del metodo per la consapevolezza dei processi psicomotori, Astrolabio, Roma 1991.
  • L’io potente. Uno studio sulla spontaneità e la compulsione Astrolabio, Roma 2007
  • Altri autori:

Boadella e Liss, La psicoterapia del corpo, Astrolabio